venerdì 19 dicembre 2008

Pubblicità


"Mamma posso mangiare un cicles (chewingum) ?"
"Leonardo è ora di lavarsi i denti non di mangiare i cicles"
"Ma i denti si lavano mangiando i cicles, lo dice la televisione"
"Quella è una pubblicità amore, non è proprio così"
"Ma sììììì è anche approvato dai medici dentisti!"

Caro babbo natale, per favore portami un' ascia che ho un televisore da sfasciare.

lunedì 15 dicembre 2008

Giochi senza frontiere


In questi giorni di semi-alluvione (alla faccia dele previsioni che dicevano neve) Torino con i suoi tombini intasati (due su tre) ha preso l'aspetto di Venezia.
Questo porta a vivere come in giochi senza frontiere. Davanti alla scuola di Leonardo si è formato un piccolo lago di Lockness. Stamattina ho visto madri con l'acqua alle caviglie lanciare bambini oltre la pozzanghera per evitare che ci annegassero dentro e passassero la giornata in uno stato semiumido con conseguenze nefaste sotto Natale.
Coraggiosi pedoni si danno dal salto in lungo al salto in alto quando le sfreccianti macchine prendono a folle velocità le pozzangherone con conseguente onda anomala sui passanti.
Vecchie "sure" (per i non autoctoni si legge sciure), che di solito affollano i mercati col loro trolley, salgono in macchina incapaci di gestire un traffico triplicato e con visibilità prossima allo zero: rischio di tamponamento 90%.
Corrieri insofferenti abbandonano i mezzi dove capita: rischio di investire distratti passanti: 90%.
Prendere i mezzi pubblici vuol dire avere sottomano il cellulare col numero del 118 preimpostato causa gradini viscidi e soffocamento sul mezzo per le esalazioni della specie.

Speriamo che gli dei della pioggia abbiano pietà di noi e la smettano.

domenica 14 dicembre 2008

Sorridi!


In questi giorni mi districo tra:
corse in automobile alla ricerca dei regali
tenere in ordine la casa che si è improvvisamente animata tipo monster house e c'è disordine ovunque con il cesto della biancheria pieno, lo stendino pieno, il sacco della roba da stirare pieno (ma quanta roba abbiamo e come facciamo a sporcarla così in fretta?)
le mamme/amiche che "ci vediamo per gli auguri, sì?"
bollette da pagare e controllare che siano arrivate tutte
verificare se l'erede ha ancora pantaloni della taglia giusta e adatti alla stagione
festa a scuola
controllare che i nonni non comprino lo stesso regalo a Leonardo redando una "lista nozze" e distribuendo gli incarichi d'acquisto
cene coi parenti (10 giorni prima di natale vuoi cenare tutti insieme?)

Quando finalmente poggio le mie giunoniche natiche sul divano la sera mi chiedo: Gloria, ma oggi hai sorriso?

Domani sveglia per ricordarmi di sorridere

venerdì 12 dicembre 2008

La mia rivincita


In una giornata di scioperi, traffico, meccanico che mi fa danni invece di aggiustarli, la chicca sulla torta è stata che mi sono dimenticata di portare le calze antiscivolo alla lezione di educazione motoria di Leonardo, con suo sommo disappunto/labbro tremulo.

"Mamma ma come hai fatto a dimenticarti le calze?"
"Che so: mi sono svegliata alle 5 perchè il folle informatico è stato male, ho girato come una pazza per tutta Torino in un caos assurdo, convincere te a uscire di casa richiede 20 minuti..."
"Sì ma io non capisco come tu ti sia potuta dimenticare i miei calzotti!"
"E io non capisco come tu ti sia potuto dimenticare a scuola il libro dei compiti!"

1 a 1 palla al centro (anche se protesto per rigore non assegnatomi)

giovedì 11 dicembre 2008

Trolley Festival


Tanto per chiarire: non è la sagra della valigia!

Il trolley è l'asta di captazione filotranviaria percui si parla di tram, nello specifico i tram storici di Torino.
Visto che ognuno è appassionato di ciò che vuole, a Torino c'è qualcuno appassionato di tram storici, percui recupera i tram dismessi e li restaura.


Dopichè questi tram vengono rimessi in circolazione sulla linea 7, la storica di Torino che si fa il giro del centro storico.
Sui tram stessi viengono poi allestiti i modellini di tram, tra i più particolari quelli fatti con mattoncini Lego (per la gioia dei bambini)


Qui sotto una ricostruzione del monumento a Vittorio Emanuele II

Il festival si svolge in viale 1°maggio alle spalle dei giardini reali di solito la prima domenica di dicembre. Da segnalare anche Ristocolor, un tram adibito a ristorante che organizza cene serali per il centro storico e TramTeatro, un tram adibito a palcoscenico (ma quante ne inventiamo?)

Il mio ruolo è stato quello di accompagnare (o babysitterare?) il suocero, modellista di tram di discreta fama. Giornata bellissima, ma gelida.

L'erede è rimasto a casa col folle informatico e la suocera ha ricevuto più o meno 20 telefonate del tipo "papà dorme, lo vieni a svegliare?"

Ma quando ha imparato il numero a memoria?

Per approfondire:
atts
gtt - ristocolor e tram storici
Lego tram

mercoledì 10 dicembre 2008

Lavaggio nasale dinamico


Vista la mia gioiosità oggi scrivo un po' di più. ^_^ (ho anche imparato a fare le faccine!) ( -30 anni buttati nel cesso- commenterebbe il folle informatico)

Dato il periodo invernale che porta con se' inevitabili raffreddori, il mio non-pediatra mi ha consigliato per Leonardo il lavaggio nasale dinamico.
Questa oscura tecnica dal nome misterioso, è un vero toccasana per liberare le fosse nasali dal muco e far respirare i pargoli.
Adatto a tutte le età lo consiglio anche ai grandi.

Qui le istruzioni

Ancora neve a Torino


Dopo il mio ultimo post è tornata la neve a Torino a coprire e pulire i miei pensieri.

Stamattina quando ho sussurrato a Leonardo "C'è la neve...", l'erede in tempo record era vestito e pronto per uscire. Così prima di enrare a scuola abbiamo giocato a palle di neve. Io ne sono uscita infradiciata (ma tanto mi sono asciugata a casa) e Leo un po' meno bagnato, ma molto felice.

Ci mancava tanto la neve.
E' vero che in città dà un sacco di problemi alla circolazione e metà della gente improvvisamente si dimentica come si guida, ma se si riesce a guardarla con gli occhi dei bambini, diventa un momento di mistica gioia.

Oggi sono felice

lunedì 8 dicembre 2008

ADHD-Attention/Deficit-Hyperactivity Disorder


ADHD è la sigla che indica la Sindrome da deficit di attenzione e iperattività "malattia" che colpirebbe i babini da 3 a 13 anni.

Perchè ne parlo?
Il comportamento di Leonardo nelle ultime settimane potebbe dare segno di questa sindrome.

Le maestre mi hanno ultimamente caldamente consigliato di parlare con lo psicologo della scuola perchè il comportamento di Leonardo è ingestibile in classe con disagio dei suoi compagni e rallentamenti didattici.
Non sono allarmista nè sottovaluto la questione. Forse mio figlio ha un problema, forse no. Cerco di raccogliere tutte le informazioni possibili per giungere a una conclusione insieme al folle informatico.

Quello però che sostengo è che l'uso di farmaci per bambini iperattivi deve essere l'ultima risorsa dopo che tutto il resto ha fallito. Conosciamo persone che hanno davvero bisogno di psicofarmaci e ne abbiamo visto le conseguenze fisiche e mentali. Ma per la loro sicurezza o quello o la camicia di forza.

Il Piemonte tutela i bambini e vieta l'uso del test nelle scuole.
Esistono campagne e associazioni per difendere i nostri figli dagli psicofarmaci:
giù le mani dai bambini
perchè non accada
nessunotocchipierino

Dal sito di quest'ultimo cito un passo che ho letto con "cuore di mamma" perchè da quando sono nella nostra pancia il nostro unico desiderio è che siano sani e - lo ammetto - "normali".

"

La vivacità fisica e mentale è la speranza per il futuro dell'umanità.
Dove c'è un bambino che scalpita, freme, si agita, protesta, c'è la vita; dove la vivacità viene punita, sedata, arrestata, male interpretata, etichettata come non normale, ci sono rassegnazione, violenza, negazione del futuro, disumanizzazione.
Dove c'è un bambino che soffre, deve esserci un adulto che vuole comprendere quella sofferenza, che vuole trasformare se stesso e, in definitiva, il mondo che lo circonda, perché impedisce lo sviluppo completo delle nuove generazioni.
I bambini cosiddetti iper-attivi, quindi, evidenziano le contraddizioni di questo sistema, ci dicono che qualcosa non va. Inoltre il loro comportamento, descritto sempre e soltanto negativamente, presenta, a nostro avviso, caratteristiche interessanti.
Vogliamo così elencare gli aspetti positivi dei bambini cosiddetti iper-attivi:

  • non hanno problemi di auto-stima;
  • hanno difficoltà ad accettare l'autorità;
  • si sentono frustrati dai metodi tradizionali che non richiedono l'impiego della loro creatività;
  • spesso trovano la soluzione più logica per fare le cose, il che può farli apparire anticonformisti e ribelli;
  • sono molto socievoli ma se non ci sono bambini con la loro stessa attitudine, si sentono incompresi e si chiudono. L'ambiente scolastico è estremamente difficile per loro;
  • sono sensibili all'ambiente circostante;
  • non rispondono a discipline basate sul senso di colpa;
  • non si sentono in imbarazzo a parlare delle loro necessità;
  • sono intuitivi, sensibili, sinceri, affettuosi;
  • hanno una grande immaginazione, grandi facoltà intellettive e una forte mentalità tecnologica;
  • si appassionano alle cose.

Di conseguenza affermiamo che abbiamo bisogno di cambiare la realtà nella quale è inserito il disagio infantile, non dobbiamo cambiare i bambini, dovremmo cambiare l'ambiente e il modo in cui vivono. Abbiamo bisogno di rivedere il concetto, la pratica e l'organizzazione della sanità, dell'istruzione e della società in genere. Abbiamo un compito importante: fare in modo che ogni essere umano, per il solo fatto che è nato, abbia garantiti il diritto a vivere pienamente e a poter usufruire di tutte le opportunità che l'umanità ha faticosamente costruito fino ad oggi.
L'istruzione deve allora fare in modo che ogni essere umano possa sviluppare la mente di un computer, il cuore di un poeta e il corpo di un atleta.
La salute non significa assenza di malattia, ma crescente accordo con se stessi e con il mondo che ci circonda, in una pienezza fisica, mentale ed emozionale. Come conciliare queste urgenze con la pratica barbara di drogare i bambini? Dove stiamo guardando?
Due direzioni si aprono di fronte a noi: di là la negazione del futuro e del cambiamento; di qua la costruzione di un mondo non violento in cui le persone sono davvero la cosa più importante."

sabato 6 dicembre 2008

TecnoBimbi


"Guarda mamma ti ho cambiato il filmato sulla fotografica (macchina fotografica-n.d.a.)"
"Cosa hai cambiato?"
"Qui sulla fotografica, quando l'accendi. Vedi fa un filmato più bello. Ma se non ti piace posso mettere una delle foto che ho fatto"
"Gasp!"

Per la cronaca: Leonardo ha sei anni e la "fotografica" in questione è una Nicon Colpix sprovvista di libretto d'istruzioni.

Questione di... attributi


In questi ultimi giorni, con Leonardo che mi ha dato pensieri (il folle informatico ha fatto neanche finta di agitarsi) per il suo comportamento scolastico, ho scoperto che è ora di passare il testimone al folle informatico.

La guida materna in questa fase della vita è finità. Dopo 6 anni di cure e suggerimenti, il mio compito è finito. Per andare avanti e crescere Leonardo ha bisogno di qualcuno con le "palle", che possa spiegargli come un maschio affronta le difficoltà, si circonda di amici, fa valere le sue opinioni.
Tant'è che la discesa libera di Leonardo verso una serie di note comportamentali è cominciata quando il papi ha avuto davvero da lavorare.

Io semplicemente non ho i cromosomi giusti per insegnarli.
Non me ne sto rattristando, a me restano coccole e calzini e storie e alberi di natale. Per il resto è ora del papà.
Questo mi fa sentire emotivamente più sollevata (nelle ultime settimane me la sono presa troppo) e ci vedo una sorta di giustizia e comparazione.

Avrò più tempo per la mia carriera.

giovedì 4 dicembre 2008

Pigotta finita!



Ed ecco qui il risultato delle mie (molte) fatiche!!!
Non sarà splendida, ma è fatta con amore.
Comunque sarà l'unica della sua specie; l'anno prossimo la fa qualcun altro

mercoledì 3 dicembre 2008

MammacheConferenza!


Ebbene mi fregio del privilegio di essere una delle prime a parlare della conferenza tenutasi oggi alla Bocconi di Milano sulle mamme blogger.
Il mio intervento non vuole sostituire quello delle relatrici Itmom e Jolanda, ma solo commentare un avvenimento al quale ho preso parte, così come faccio sempre su ciò che mi capita di particolarmente interessante da essere raccontato.

Purtroppo per motivi logistici di spostamento e temperatura e orario e solitudine ho seguito la conferenza dal mio ufficio. Il vantaggio è stato che quando sono andata in bagno non ho disturbato nessuno, ma avrei preferito essere lì con loro. Credo per il fatto che quando segui per un po' di tempo i pensieri di una persona alla fine ti venga voglia di associare una faccia a quei pensieri. Per me è così.

Quindi ringrazio Mamma che Club per avermi dato la possibilità di seguire l'incontro a distanza.
Io sono stata una vera piattola per il regista! E questo non va bene, e qui non si sente e lì trema e adesso non c'è l'audio... una mia amica dice che dovrei trovare modo di far diventare la mia pignoleria uno sbocco professionale. Suggerimenti?

L'incontro si è svolto in due parti: una dedicata alle statistiche e presentazione/relazione dell'incontro, una di conversazione/domande tra mamme blogger. Alcune le conoscevo altre spero di avere modo di seguirle, ma come si accennava alla conferenza se seguissimo tutti i blog delle mamme, non avremmo più il tempo di fare le mamme!
Io ed altre mamme on-line abbiamo avuto modo di partecipare attivamente chattando, passando da un sobrio e timido intervento qua e là a chiaccherare spudoratamente e fare- tipo gialappa's band- commenti agli interventi. Commenti costruttivi però, più qualche profusione di saluti quando le mamme sono tornate (appunto) a fare le mamme.

Sono molto soddifatta dell'incontro e i due punti che mi hanno appassionata sono stati dove si è parlato di "mamme che scrivono per le mamme" e di "rivalutazione del ruolo femminile di mamma". Io credo che i due aspetti siano uno solo in realtà.
Questa società, che dopo le grandi trasformazioni femministe si è un po' trovata frastornata e, io credo, indebolita, ha trovato con internet un nuovo equilibrio. Questo argomento lo avevo già accennato, oggi ha trovato ancora più spessore. Siamo state divise per troppo tempo le une dalle altre. La società ricostruita (forse) sulle ceneri della precedente, si è più che altro trovata un terreno fangoso sotto i piedi, dove le donne non sapevano più se essere donne/mamme come prima o donne/carriera come aspiravano.
Da questo "brodo primordiale" sono emerse le mamme blogger, che sono prima di tutto DONNE che si slegano dalle etichette e cercano solo di essere se stesse. Perchè una donna non deve scegliere tra sentirsi mamma, casalinga, carrierista così come la società connota queste categorie. Una donna deve solo sentirsi tale, quello che fa non è quello che è.
Le mamme blogger sono questo: donne che scaldano il biberon o corrono all'asilo, seguono le elezioni politiche, la ricetta dei biscotti, conoscono il valore dell'informazione "dal basso", prendono con leggerezza se stesse e la vita famigliare/lavorativa. (ho preso spunto da un post di Itmom per riordinare i mei pensieri)

Tra qualche anno mamma blogger diventerà una nuova etichetta che raggruppa una fenomeno di massa che oggi è nuovo e domani sarà consolidato, e studiosi ci faranno sopra discorsoni e tesi di laurea, e smetteremo nuovamente di essere persone e diventeremo numeri e allora troveremo dinuovo il modo di trasformarci per continuare a gridare che siamo persone.

Il post è venuto particolarmente lungo, spero che qualcuna sia arrivata a leggerlo tutto.
Un abbraccio
 

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