venerdì 27 febbraio 2009

Pari opportunita. O no?



La notizia è arrivata in Italia il 25 febbraio: Cerrie Burnell, 29 anni e madre di una bambina di 4 mesi, presentatrice per la BBC di un programma pomeridiano per bambini sotto i 6 anni, ha acceso il dibattito dell'opinione pubblica .

Il motivo? Cerrie è nata con un braccio solo, e alcune mamme si sono lamentate ufficialmente col Network. Pare che i bambini risentano del suo stato, con domande imbarazzanti per i genitori e incubi notturni. Pertanto le mamme inferocite rivendicano una conduttrice “normalmente abile”.

La notizia sta ovviamente facendo scalpore con l'apertura di numerosi forum di discussione e il portavoce della BBC ha dichiarato che Cerrie non è a rischio licenziamento.

In un'epoca dove le “diverse abilità” sono tutelate dalla legge, queste non sono in realtà ancora accettate dal grande pubblico. Un conto è vedere un diversamente abile che rivendica i suoi diritti sulle barriere architettoniche, un altro è che uno di loro intrattenga in televisione i nostri figli.

Di certo è che la fascia di età a cui si rivolge è particolarmente sensibile. Trasportata in Italia è come se fosse la presentatrice de “L'albero Azzurro” e mi rendo conto che non sia facile spiegare a un bambino di tre anni perchè “quella signora” è senza un braccio. Ma questo non dovrebbe rappresentare motivo di imbarazzo. Nella nostra società imbellettata e uniformata è difficile trasmettere ai nostri figli il concetto di “diverso”. Forse perchè noi per primi ne siamo turbati. I “diversi” sono nei centri diurni, nelle associazioni, nelle scuole speciali. Prima delle elementari è difficile che abbiamo un contatto diretto con questa realtà. A 2 anni mio figlio, ai giardini, ha visto per la prima volta un neonato col labbro leporino e dopo averlo guardato un bel po' mi ha chiesto perchè quel bambino fosse così. Non so se gli ho dato la risposta giusta, ma di sicuro il mio tono calmo e rilassato gli hanno fatto capire che non c'era niente di pericoloso in quel bambino.

Io penso che fare gli struzzi non serva a niente. Anzi, aiutare i figli a gestire emozioni turbanti in un contesto sicuro come la propria casa, farà la differenza nel momento in cui con la diversità ci si troveranno faccia a faccia.

6 commenti:

Daddy SuperMaxiEroe on 28 febbraio 2009 02:12 ha detto...

come sempre non posso che concordare con te. Anche io sono dell'idea che ai bambini la diversità vada spiegata nel modo più "semplice" e normale possibile, senza lasciar trasparire chissachè di turbamento. Siamo noi a trasmettere loro le nostre diffidenze, le nostre paure e i nostri disagi. Non dico di mostrare come in un circo tutte le casistiche di dasabilità, ma di certo non arriverei al punto di vietare un programma unicamente perchè non sono in grado di spiegare a mio figlio il motivo per cui tale persona è disabile.

Monica on 2 marzo 2009 13:00 ha detto...

sono d'accordo con te e propendo anch'io per la spiegazione semplice e chiara
spesso è difficile, ma se lo si fa sempre, col tempo i bambini ci arrivano da soli a trattare le diversità con naturalezza

l'altra sera a cena ho dovuto anch'io affrontare queste spiegazioni... il tema erano i gay, una bambina in classe con mio figlio ha visto Sanremo e canticchiava a scuola la canzone di Povia... difficile da spiegare a uno di 7 anni, ancor più difficile se ci sono anche gli altri due di 4 anni e 1/2 che sentono e che fanno domande... che fatica!

MammaNews on 2 marzo 2009 23:38 ha detto...

concordo e penso che i bambini vivano la paura soprattutto attarverso le nostre di paure. ad esmepio al amre c'è un tizio con una gamba di legno. per i bambini è una specie di zio buono perchè sono abituati al fatto che lui sia accettato e trattao come gli altri. anzi i piccoli sono sempre più gentili con lui e molto curiosi della sua gamba. insomma, penso che faccia solo bene trattare la diversità con naturalezza e serenità e loro faranno altrettanto.
francesca

Gloglo on 2 marzo 2009 23:58 ha detto...

Ottimo col mio sono 4 voti a favore. Scriviamo alla BBc?

Meno male che esistono ancora percono che hanno voglia di mettersi in discussione... grazie mi conforta

@Monica: anche a me è successo, ma con una persona vera. Ho scritto un post intitolato Spiegare

alessia on 26 giugno 2009 11:32 ha detto...

Sono la mamma di una bimba di 3 anni che ha esattamente la stessa disabilità di Cerrie. Ogni giorno vivo sulla mia pelle la curiosità dei bambini, e gestisco piccole situazioni di crisi e imbarazzo. Ma il problema vero sono i genitori. Sono loro che dovrebbero essere educati. Ben venga l'esempio di Cerrie in TV, che apra le loro menti e li costringa a sforzarsi di trovare le risposte giuste.

Gloglo on 26 giugno 2009 12:17 ha detto...

Cara Alessia le mamme come te sono un esempio di coraggio ai miei occhi. E' pensando alla vostra fatica che cerco di trasmettere a mio figlio la tolleranza e l'accettazione delle situazioni diverse dalla "nostra normalità". Io penso che nascondersi dietro imbarazzi non serva a far capire ai bambini cosa succede.
Con mio figlio ho scoperto che una spiegazione "scientifica" adatta alla sua comprensione gli dà la sicurezza che cerca in quel momento di turbamento.

Spero passerai nuovamente da queste parti e grazie della visita.

 

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