martedì 2 giugno 2009

Decisioni e cambiamenti.


Giugno è come settembre: si parla solo di scuola!
Ma è giusto. Nuovi bimbi devono cominciare, vecchi bimbi stanno finendo.
Io ne parlo perchè devo decidere di cambiare: e mi tremano le ginocchia. Domani porterò l'erede a scuola, gli darò un bacio, gli farò le solite raccomandazioni e dopo mi recherò in un'altra scuola a implorare che accettino il trasferimento per il nuovo anno scolastico.
Se avessi avuto una premonizione di come avrei trascorso questo primo anno scolastico, probabilmente non avrei avuto la forza di affrontarlo. Beata ignoranza che ci lascia sempre speranza.

L'anno scorso in questo periodo ci siamo trasferiti e la sorte ha voluto che venissimo ad abitare vivinissimo alla scuola elementare. Per me che mi ero sorbita 3 anni di 20 minuti di macchina per portarlo all'asilo, mi sembrava un sogno. Peccato che trasferendoci, l'erede abbia dovuto lasciare i suoi amici d'asilo, con i quali si era instaurato un legame fraterno essendo lui figlio unico. Così ha dovuto affrontare questa nuova avventura tutto da solo e non ce l'ha fatta. Non è riuscito a inserirsi nella nuova classe e non ha trovato feeling con le insegnanti. E' stato un anno di note comportamentali e di mancanza di raggiungimento degli obiettivi scolastici. E' stato un anno di tentativi (tutti falliti) di integrazione e di soluzioni. 
E' stato un anno di neurospichiatri, logopedisti, psicologi. Io ne sono uscita distrutta, Leonardo peggio. 

La scelta di iscriverlo a un tempo modulo invece di essere vincente è stata un fallimento. La classe di Leonardo ha viaggiato come programma insieme a una e tempo pieno, così i bambini si sono ritrovati a studiare, con 6 ore in meno, un programma fittissimo e intenso. Leonardo non ce l'ha fatta. Dobbiamo lavorare tantissimo questa estate per rimetterlo alla pari. 
Non ho avuto il supporto delle insegnati che tanto ho loro chiesto durante l'anno, anzi la mia sensazione è che si siano arrese con Leonardo, etichettandolo come difficilmente recuperabile e così sia.

Leonardo si è trasformato in un ribelle a tempo pieno, vivendo la suola come una punizione.
Così domattina andrò alla scuola dove si sono iscritti i suoi compagni dell'asilo, vicino a casa di mia suocera, sperando che venga accettato per l'anno prossimo, con un tempo pieno. Cambiamo nella speranza di sopravvivere.
Ne abbiamo parlato anche con Leonardo, che si dice favorevole ad andare nella scuola nuova, pur sapendo che nessuno gli promette di poter stare con tutti i suoi vecchi amici.

Ma a me i dubbi rimangono. Sono i dubbi di chi non sa se deve insistere sulla strada incominciata (rimanere in questa scuola) o accettare che questa strada non va bene e tentare il cambiamento. Tentare, perchè la certezza che poi le cose andranno bene nessuno ce la dà. Inoltre si porterà dietro la storia di quest'anno (almeno agli occhi delle nuove insegnanti) e anche questo mi spaventa. Dovrà partire con dei pregiudizi. 

E' come gettarsi da una scogliera.

Fletto i muscoli e sono nel vuoto.

11 commenti:

MAQ on 2 giugno 2009 15:25 ha detto...

secondo me hai fatto benissimo.
con la primogenita, anch'io avevo cominciato la prima elementare, felice che avessero accettato la bimba in una classe con indirizzo montessori e orario 8.30-12.30, su sei giorni. mi vedevo pranzetti a casa, riposini, pomeriggi al parco, una scuola sostenibile, insomma.
invece si è verificata un'alchimia velenosa; la bambina spesso in castigo, note a casa, pomeriggi di tortura sui compiti... non sempre le cose vanno come ci si aspetta.
l'anno dopo è andata altrove, al tempo pieno, con due maestre che me l'hanno letteralmente ripescata.
io penso che il bambino debba trovarsi a suo agio nell'ambiente scolastico, non "resistere".
l'adattamento è veloce, se le cose migliorano.
a presto
Maria Angela

beta on 3 giugno 2009 12:12 ha detto...

Non sono in grado di darti consigli, ogni bambino è a se stante (come ti ho già scritto, i comportamenti di ognuno dei miei tre figli sono diversi, nonostante gli imput vengano sempre dagli stessi genitori!) penso che ogni mamma (o genitore, che ama i propri figli) senta dentro di se quali sono le cose più giuste da fare... ti auguro di cuore che tutto proceda per il meglio, e aspetto i nuovi sviluppi. Per il momento godetevi le vacanze estive e ricaricatevi (che è quello che farò senz'altro io! :-D )

Serena on 9 giugno 2009 09:38 ha detto...

Non ho resistito, e ti sono venuta subito a leggere (e scopro pure che tuo figlio si chiama come il mio). Povero Erede e povera te! Un bambino amplificato è una sfida per i genitori, che lo amano e ce la mettono tutta, figurarsi per gli insegnanti. Certo che gli insegnanti bravi sono bravi a mettere a loro agio tutti i bambini. Se quella di Leonardo non lo è, allora peggio per lei. Non si merita un alunno intelligente, vivace, perspicace e curioso del mondo che lo circonda :)
Solidarietà dal freddo nord.

Silvia gc on 9 giugno 2009 15:24 ha detto...

Ecco, sono arrivata anche io seguendo lo stesso percorso di Serena e, per di più, dopo aver scritto sul nostro sito quel commento sulla scuola pieno di speranze.
In questo tuo post si materializzano tutte le mie preoccupazioni per l'anno prossimo: ho fatto la tua stessa scelta, un modulo in una scuola dove non conosce nessuno... Ora ho i brividi.
I motivi per cui l'ho fatto li ho già scritti nell'altro commento: uno "spirited" deve imparare anche ad integrarsi, meglio a sei anni che a undici...
Per ora ho avuto un'impressione positiva della scuola: la preside è disponibilissima e cura molto le classi di modulo, probabilmente il maestro sarà un uomo e sembra quotatissimo, il più ambito della scuola.
Tutto questo mi tranquillizza un po'... ma ho la consapevolezza che Andrea è un amplificato. Che succederà?
Alla scuola dalle suore l'avrebbero giustificato, coccolato, avrebbero adeguato i loro ritmi a lui... figurati che sarebbero 8 in classe. Qui, per quando valido il maestro, sarà lui a doversi adeguare, sarà uno tra tanti.
E per giunta è anticipatario...
Io l'ho fatto per questo: è un figlio unico ed è amplificato. Devo renderlo un essere sociale.
Ma ho paura, Gloria... una paura fottuta!

Posso consigliarti di "aggregare" questo tuo post al nostro blogstorming? E' perfetto, anche se il tema sembra sfumato, sempre di temeramento parliamo.

Gloglo on 9 giugno 2009 16:53 ha detto...

Grazie Silvia, grazie Serena per essere venute a trovarmi.
Di ricaricarci ne abbiamo di sicuro bisogno. Cara Silvia mi piacerebbe fugare le tue paure, ma la mia realtà è stata questa. In classe in 8? Probabilmente non avrei accettato nemmeno quello, su questo hai fatto bene. Io credo che un giusto equilibrio in classe si raggiunga con 15 bambini e forse ci fosse stato un maestro maschio tutto sarebbe stato diverso, nell'universo di Leonardo ruotano fin troppe donne.

Appena mi leggo con calma come ci si "aggrega" lo farò più che volentieri!

Mammamsterdam on 10 giugno 2009 09:51 ha detto...

Uguale. Per Ennio disastro a 4 anni nella prima scuola scelta tanto ponderatamente (anche se di pancia mi piaceva di più quella vicino casa, ma me la sconsigliavano). dopo 6 mesi cambio scuola praticamente dall'oggi al domani, cioè, va lui ore in visita nella nuova classe, in cui conosce un paio di bambini dall'asilo e doposcuola e non vuole uscirne più. Le due settimane di attesa di valutazioni, decisioni, scambio dossier ecc. sono state un tormento con lui che chiedeva tutti i giorni se poteva cambiare scuola. mio marito con le pippe mentali perche non stavamo ponderando a sufficienza secondo lui ed era troppo una scelta di pancia.

Da allora è rifiorito, abbiamo persino smesso con la logopedia, nons erve più. del fratello la maestra ora mi dice un po'le stesse cose che l'altra di Ennio nella vecchia scuola, ma ho sempre pensato a pelle che pur essendo una brava maestra non ha capito affatto Orso e non vedo l'ora si trasferisca e fine anno per vedere come andrà con la nuova.

Per dire, sono le persone e i bambini che incontrano a fare la differenza e trovo francamente atroce che tutto quello che descrivi sia capitato a un bambino di 6 anni. Ma siamo matti? A 6 anni c'è ancora tutto da fare e inventare.

Silvia gc on 10 giugno 2009 10:11 ha detto...

Ma io ho rischiato che capitasse a 2 anni e mezzo!
Andrea è andato all'asilo, una sezione primavera, a 1 anno e 8 mesi.
E' stato un anno d'inferno: stava 4 ore e piangeva ininterrottamente per 4 ore... e poi ne faceva di tutti i colori. Un incubo.
Le maestre mi hanno consigliato sedute di psicologia. Ne parlo con la pediatra, la quale mi dice che dovrò passare sul suo corpo prima di portare Andrea, a 2 anni, dallo psicologo: "dica alle maestre che telefonassero a me!" (santa donna, la adoro).
L'anno dopo cambio scuola per la materna: in fondo da giugno in cui veniva definito bambino difficile e problematico a settembre quando ha ripreso la scuola, quanto volete che fosse cambiato?
Infatti è cambiata solo la maestra: dopo una sola settimana di inserimento stava a scuola tranquillo ed ha passato un anno ed i successivi due anni splendidi.
La nuova maestra mi disse solo: "non ti preoccupare, quando è qui a scuola è un problema nostro, non, tuo... vai tranquilla..." Era la prima volta che me lo sentivo dire: per tutto l'anno precedente mi aspettavano al varco per raccontarmi tutte le cose "terribili" che aveva fatto mio figlio...
Adesso si riparte verso questa nuova avventura della scuola elementare... almeno questi tre anni di materna l'hanno reso decisamente più gestibile. Speriamo bene...

ellis ha detto...

Non ti conosco Alchimista, non so nulla di te, eppure leggendo il post mi salgono le lacrime agli occhi pensando quanto possano fare del male gli insegnanti ai nostri figli... Anche io ho un bimbo di 6 anni che ha appena iniziato la sua prima elementare (dico, vi sembra un cambiamento da nulla per un bambino?) e dopo un primo mese di (dis)adattamento in cui si è comportato male, noi GENITORI siamo riusciti a dargli fiducia e sostegno e il suo comportamento è migliorato notevolmente... Ma sapete intanto che fa l'insegnante da più di 1 mese per dimostrare la sua collaborazione ad aiutare il bambino? lo tiene giornalmente col banchino rivolto verso il muro, sotto la lavagna (non vede nemmeno bene cosa ci viene scritto!), e quando spiega gli da' le spalle!!! questo dopo 1 mese dico 1 mese di scuola in prima elementare e nonostante lui ora si comporti bene. Stiamo valutando anche noi la necessita' di cambiargli scuola con tutti i strazianti pensieri che cio' comporta per una madre (sara' dura per lui?), ma certo cosi' non puo' andare avanti. Non ho parole, sento solo tanto sconforto e nutro la sincera speranza che le cose possano risolversi, altrove.

Gloglo on 25 novembre 2010 11:52 ha detto...

Cara Ellis, innanzitutto benvenuta!
Il tuo commento a questo post mi ha fatto fare un bel balzo all'indietro nel tempo visti che adesso siamo in 3° elementare! E mi ha fatto capire come mi sono indurita nei confronti della scuola in questi anni.
La mia risposta a te oggi è: ma che schifo di comportamento ha questa insegnante? Probabilmente la prima mossa è chiedere un colloquio con questa insegnante per chiederle spiegazioni. Dove trova che sia didatticamente e pedagogicamente corretto isolare così il bambino? Dove trova che l'umiliazione sia uno stimolo? Il secondo passo è parlare col dirigente scolastico. Capire se ci sono speranze che quest'insegnante cambi atteggiamento o che sia più propositiva in una collaborazione genitori-insegnanti. L'anno scolastico è quasi a metà, un trasferimento in questo periodo non so nemmeno se sia possibile. Giocati tutto il giocabile in questa classe. Valutate la serenità (o la non serenità) del bambino a scuola, perchè ti assicuro che il primo anno è davvero importantissimo per questi cuccioli. E se non ne venite a capo non lasciarlo oltre con questa insegnante. Come detto nel post nessuno sa dirti cosa troverai nel cambiamento. E' un salto nel vuoto. Di sicuro sai cosa lasci e non credo si possa peggiorare più di tanto. Scrivimi ancora se vuoi. Condividere è importantissimo per non sentirsi sopraffatti dalle situazioni.
Questo è un blog "a metà" perchè da più di un anno l'ho trasferito (www.alchimistainliberta.net). Se vuoi farti un giro in quello nuovo vedrai anche come è finito il trasferimento scolastico del figlio!
Un abbraccio

ellis ha detto...

Cara Gloglo, ti ringrazio per le tue parole. Indurita in che senso nei confronti della scuola? Non mi dire che anche nella nuova dove siete andati avete trovato che le cose vanno male...
Per conto nostro, noi abbiamo più volte parlato con l'insegnante prevalente, in termini anche piuttosto moderati ma precisi, abbiamo anche fatto presente alla dirigente certe - chiamamole così - nostre preoccupazioni. Non so quanto potrà cambiare. Mio figlio si è comportato male nel primo mese di scuola, ma poi è stato messo al bando dalla stessa insegnante, e agli occhi di tutti i suoi compagni di classe. Alcuni di loro lo hanno decisamente preso di mira, ormai. Ieri all'uscita l'insegnante mi ha detto che la mattina era stata un disastro (lasciamo perdere il resoconto di tutto). Poi, a casa, parlando con lui, ho scoperto che durante tutta la mattina è stato deriso dai compagni, e addirittura spinto in terra, sbatacchiato contro sedia e banco da uno in particolare. E che questo gli ha intimato di non dire nulla alla maestra altrimenti sarebbe stato picchiato. Stamani ho voluto parlare con l'insegnante per spiegargli cos'è successo (ma possibile che debba farlo io? lei a scuola c'è o fa finta di esserci?) e soprattutto per spiegargli che se mio figlio forse si comporta in certi modi non è perché ha bisogno di uno psicologo ma perché vive una situazione quotidiana di stress incredibile!! Risultato della conversazione: ha ricevuto "minaccette" (minaccette? non dire nulla alla maestra senno' ti picchiano detto da uno più grosso di te che già ti ha sbatacchiato in terra sono "minaccette"?!), i bimbi vanno controllati meglio.
...
MAH!...........
Qui urge un secondo colloquio con la preside.

Gloglo on 27 novembre 2010 15:59 ha detto...

Ciao Ellis e bentornata. Mi sono indurita nei confronti della scuola perche' vedo che alla fine trovare feeling con le insegnanti e' dura. E penso che le nuove insegnanti siano fantastiche! Peccato che adesso quella di matematica sia andata in maternità anticipata squadro ha scombussolato parecchio il figlio che quindi ha fatto qualche passo indietro nel comportamento e non ho ancora capito quanto abbia voglia di instaurare un rapporto con mio figlio o semplicemente seguire il programma.
Mi spiace che i vostri tentativi di colloquiare con l'insegnante siano caduti nel vuoto e anche peggio da quanto mi hai raccontato! Ma come si fa a dare un valore alle minacce? O ci sono o non ci sono! Fate bene e chiedere un nuovo incontro con la preside. Non arrenderti. E' tuo figlio che ci deve passare 5 anni con quest' insegnante. E se questo e' il buon giorno forse Val la pena provare a cambiare, anche se come già detto nessuno ti da' garanzie su quello che troverai

 

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