mercoledì 10 giugno 2009

I tempi dei bambini


In questi giorni discuto con Serena e Silvia di Genitoricrescono (secondo me un titolo geniale) dei bambini amplificati.
Stringata in due parole i bambini amplificati sono quei bambini che sì sono vivaci, ma non solo solo vivaci hanno molto di più nascosto dentro di loro. Probabilmente se stessimo parlando in termini spirituali, sarebbero definiti bambini Indaco.

Quando incontro nuove idee mi piace sperimentarle. Non ho ancora letto una riga del libro che loro consigliano, anche perchè è in inglese e la cosa mi terrorizza alquanto. Ma sperimento. E visto che mi sento un "genitore in crescita" vado per tentativi. Ieri con santissima pazienza mi sono fermata a osservare mio figlio e a lasciargli il su tempo. In che senso?
L'erede è un bambino a cui di solito prima di ottenere una risposta devo ripetere 3 volte la domanda. Ma è poi così vero? O sono io che sono impaziente?
Sono io ad essere impaziente. Dopo aver chiesto qualcosa al bambino mi sono concessa di contare fino a 10. Laddove pretendevo una risposta più o meno al raggiungimento del numero 2, ho scoperto che l'erede ha la media del numero 7.
Allora è un mio pregiudizio che non mi senta quando gli parlo! Questo semplice accorgimento ieri mi ha rispormiato metà dei mal di pancia e metà dei suoi capricci.

Ovviamente 1 indizio è 1 indizio, 2 indizi sono una chiacchera, 3 indizi sono 1 prova.

Vi aggiornerò

7 commenti:

piattinicinesi on 10 giugno 2009 09:17 ha detto...

sperimentare è una cosa bellissima, sono d'accordo.
questa riflessione sui tempi mi picae molto. avendo un bimbo che vive a volte in un mondo parlallelo ne so qualcosa anch'io, mi devo decidere a raccontare un paio di episodi...

Silvia gc on 10 giugno 2009 09:55 ha detto...

Nel mio "gergo tecnico" si dice che gli indizi, per costituire una prova, devono essere precisi, gravi e concordanti... qui mi sembra che ci siamo!
Il Sorcetto reagisce in modo identico al tuo Leonardo ad ogni domanda: il nulla.
Ora io faccio così (ci vuole un po' più di sforzo): "Andrea, dovrei chiederti una cosa, potresti concentrarti per un momento su di me, faccio presto"... in molti casi a quel punto, invece di contiunare ad ignorarmi si volta e mi concede 2 secondi 2 di attenzione (bisogna abituarsi a domandare in fretta!).
Lo so, non è facile, ma è meglio che strillare perchè non mi risponde e fare degenerare la conversazione in un'ennesima lite.
Poi ho notato una cosa: se insisto ponendo la domanda in modo nervoso, la sua risposta sarà spesso negativa ed ostile; se invece passo per questa tortuosa "strada secondaria" ottengo più facilmente una risposta positiva e collaborativa.
Non ti sto proponendo una formula magica, te lo assicuro, ci saranno cento volte in cui non funzionerà. E' solo un diverso modo di porsi: non aiuta solo lui, aiuta soprattutto me a non strangolarlo...
In un futuro post vi racconterò che io, scoprendo la categoria degli "spirited" mi sono resa conto di esserlo anche io: riesco a capire i suoi meccanismi interni e quindi trovo più facilmente la strada per accedere...

P.S.:Gloria... il nome del nostro sito è genitoricrescono, tutto attaccato... grazie ;)

Silvia - Mamma Imperfetta on 10 giugno 2009 10:44 ha detto...

Si, aggiornaci perchè sono curiosa...
La prima a parlare di questo è stata Maria Montessori.
In uno dei suoi libri racconta come i genitori dovrebbero imparare a fare una passeggiata con i loro figli, senza pensare alla meta, ma solo a godersi il cammino.
Invece noi pensiamo spesso alla meta quando passeggiamo con loro.
I nostri ritmi, i nostri tempi, le nostre esigenze, necessità, i nostri bisogni...

Gloglo on 10 giugno 2009 11:47 ha detto...

@piattins: non vedo l'ora di leggere le tue avventure!

@Silvia gc: sì ho provato anche col mio a richiedere attenzione, ma non ha funzionato. Con lui meglio una domanda e qualche secondo perchè raggiunga la giusta area del cervello!
Scusa per il nome ho provveduto a correggerlo. In realtà ero convinta che fosse proprio così, forse perchè musicalmente mi orecchiava di più :-)

@silvia-mamma imperfetta. Sono molto contenta che Maria Montessori abbia formulato ai suoi (terribili) tempi questi pensieri. Lo ammetto la Montessori la conosco solo di fama, ma come non ammirare la prima donna dottore?
Tuttavia se senza sapere una cippa di quel che diceva sono giunta a sperimentare teorie simili, non è che forse davvero basta ascoltarci un po' di più e far tacere tutti gli altri?

SIlvia gc on 10 giugno 2009 22:33 ha detto...

Gloria, ti ringrazio per la correzione... dici che era meglio colà? Con tutto il tempo che ci abbiamo messo per decidere! :)
Insomma, alla fine la chiave dei nostri figli si trova... Certo la fatica sta nel trovare la chiave per ogni loro minima porticina... E vabbè!

Gloglo on 11 giugno 2009 07:05 ha detto...

Beh silvia il mio è solo un parere. Quando preparo siti web e chiedo "come si chiama?" vedo gente con occhi sganati e sudore che cola nell'immenso sforzo di spremersi le meningi.Oppure con un sorriso a 54 denti e gli occhi che brillano perchè ha il nome perfetto!
Perchè un titolo è come un'etichetta: ti deve rispecchiare e identificare, e non puoi cambiarla a tuo piacimento perchè altrimenti non sei più riconoscibile.

Alla fine si prende sempre la decisione migliore.

alleg67 on 11 giugno 2009 09:54 ha detto...

sei una mamma stupenda!! :)

 

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